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La Gotta dell’Eremita

Attraverso una stretta scala, esattamente al km 222,950 della S.S. 18, in direzione Sapri e subito dopo il Cimitero di Acquafredda, ci si trova di fronte alla Grotta dell’Eremita. Avanzando verso sinistra, attraverso un sentiero piuttosto ripido e tortuoso, si arriva in prossimità della zona denominata Tavolato e, dopo 2 km circa, alla Fontana della Spina. Da qui si prosegue lungo il sentiero che attraversa la pineta dove, nel 1848, fu torturato e assassinato Costabile Carducci. Continuando a scendere si arriva alla S.S. 18, non lontano da dove si era intrapreso il cammino.
 
Il Monte Crivo

Percorrendo la strada provinciale che da Maratea conduce al Redentore, e continuando in direzione della frazione Brefaro, dopo circa 1 km si giunge in Località Piedi La Scala dove, sul lato sinistro, a quota 550 m è possibile notare una zona spoglia e pianeggiante, denominata Località Fontana. Da qui si prosegue per una strada sterrata e sinuosa e, dopo 2 km circa, prima di oltrepassare il valico tra Serra Cappellara e monte Crivo, si lascia il sentiero per poi salire lungo il costone del Monte Crivo, particolarmente ripido ed impervio, caratterizzato da tantissime tane di volpi, talpe e corvi. Infine si arriva sulla vetta del Monte a quota 1176 m, dove si erge una Croce voluta dai Frati Oblati nel 1961 e da cui si può ammirare uno scenario mozzafiato, avendo la sensazione di dominare il mare, i monti circostanti e la valle.
 
La Secca

Il percorso ha inizio dall’angolazione nord della spiaggia di Castrocucco. Il tragitto, inizialmente piuttosto stretto e sdrucciolevole, diventa man mano più agevole e interessante, soprattutto per l’affascinante panorama, caratterizzato dal caratteristico Porticciolo separato dal mare da un superbo e maestoso scoglio a forma conica simile ad un vulcano, che da qui si scorge. In seguito si raggiunge La Secca col suo palazzo baronale che sorge su una piattaforma rocciosa affacciata sul mare. Procedendo lungo l’itinerario, si giunge a punta Caina sulla cui sommità si ergono i resti di una torre di avvistamento del XVI secolo. A questo punto si prosegue fino alla S.S. 18 oppure si ritorna indietro al punto di partenza.

Madonna degli Ulivi – San Biagio

Si parte da Piazza Vitolo da cui si intraprende la ripida salita di Via Pedinata. Si prosegue per Vico Vissini della Gavazza e, dopo aver svoltato per Via S. Giovanni, si giunge, dopo circa 250 m, alla Chiesa della Madonna delle Grazie. Da qui si continua per 2 km circa, tra una folta vegetazione di carpini, olivastri e lecci, fino alla Chiesa della Madonna degli Ulivi, detta anche della Madonna della Neve. Seguitando a salire si giunge in pochi minuti alla Basilica di San Biagio. A questo punto è possibile ammirare i ruderi di Maratea antica, nonché la statua del Cristo Redentore.
Ultima modifica: mercoledì 16 giugno 2010

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