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Il Redentore e la Basilica di San Biagio

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statua redentoreSulla cima del Monte San Biagio si erge maestosa la statua del Cristo Redentore, opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenti e voluta dal Conte Stefano Rivetti di Valcervo. Alta 22m, con un’apertura di braccia di 19m e il volto largo 3m, la statua fu iniziata nel 1963 e ultimata nel 1965. Seconda al mondo, per la sua monumentale altezza, solo dopo quella del Corcovado di Rio De Janeiro, la statua, che con la sua imponenza domina l’intero paesaggio di Maratea, fu eretta in sostituzione della Croce Monumentale in pietra fatta erigere nel 1942 dall’allora Podestà Cav. Biagio Vitolo. Di fronte alla Statua del Cristo Redentore è ubicata la Basilica di San Biagio, dedicata al Santo Patrono di Maratea. Elevata al rango di Basilica Pontificia il 10 agosto 1940 da Pio XII, l’edificio religioso cominciò a prendere forma tra il VI e VII sec. d.C. sopra i resti di un preesistente tempio pagano eretto in epoca classica in onore della dea Minerva. Più tardi fu ampliata, forse nel XIII sec., fino a raggiungere le attuali dimensioni. Esternamente si nota una statua marmorea di San Biagio del 1600, posta nella nicchia ricavata al centro del timpano della facciata, mentre l’interno, in cui spiccano particolarmente alcuni dipinti ed altari settecenteschi in marmi policromi, oltre che un affresco risalente al ‘400 raffigurante una Madonna con Bambino, detta anche Madonna del Melograno, è dominato dalla Regia Cappella, i cui marmi e le colonne furono donate dal re di Napoli Filippo IV nel 1619. Essa custodisce l’Urna contenente le Sacre Reliquie di San Biagio, portate a Maratea secondo la tradizione nel 732 d.C., e la statua in argento del suo busto realizzata nel 1979 dallo scultore Romano Vio, che sostituì il precedente simulacro, eseguito nel 1706 da Domenico De Blasio, trafugato da ignoti nel 1976 e mai più ritrovato. San Biagio, medico armeno di Sebaste, fu eletto vescovo a furor di popolo. Nel 316, durante la persecuzione contro i Cristiani sferrata in Oriente da Licinio, San Biagio subì il martirio e fu decapitato sotto il Preside Agricolao. Il martire armeno viene efficacemente invocato contro i mali di gola, in virtù di un miracolo verificatosi quando una madre si presentò al cospetto del Santo con in grembo il proprio fanciullo a cui si era conficcata una lisca di pesce in gola. Fu allora che San Biagio lo liberò prodigiosamente dal soffocamento che lo stava riducendo in fin di vita. La traslazione delle reliquie di San Biagio avvenne nel 732 d. C. durante la persecuzione iconoclasta indetta dall’imperatore d’Oriente Leone Isaurico quando, secondo una leggenda, la nave che le trasportava fu sospinta contro l’isolotto di Santo Janni da una violenta ed improvvisa tempesta. L’imbarcazione fu poi trattenuta nei pressi dell’isolotto da una forza misteriosa che gli impedì di riprendere il mare, evento interpretato come un segno della volontà del Santo di fermarsi proprio a Maratea. basilica san biagioI solenni festeggiamenti in onore di San Biagio hanno inizio nelle prime ore del giovedì che precede la seconda domenica di maggio di ogni anno, quando la strada che conduce al Santuario si anima di gente che accompagna in processione il simulacro del Santo, coperto da un drappo rosso porpora, fino al Paese. Prima di giungere a destinazione la Statua viene fatta sostare in Località Capocasale, scoperta dal manto e tradizionalmente accolta dalle autorità religiose e dal sindaco che le offre le chiavi della città. La festa, che si configura come un evento unico che richiama e riunisce l’intera popolazione di Maratea, prosegue con la processione che si snoda lungo le vie del Centro Storico il sabato mattina e si conclude nella giornata di domenica, quando il Santo viene ricondotto alla Basilica. Nel giorno in cui la Statua viene riconsegnata al Santuario è stato possibile, soprattutto in passato e, di recente, nel maggio 2007, assistere ad un fenomeno assai particolare consistente nella trasudazione della manna dall’Urna che contiene i resti di San Biagio. La manna, a cui il popolo attribuisce capacità curative ritenendo che possa restituire la sanità agli infermi, si presenta simile all’acqua, di un colore biondo, e trasuda solitamente non soltanto dall’Urna ma anche dai marmi e dalle colonne della Cappella.
Ultima modifica: mercoledì 16 giugno 2010

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